giovedì 19 luglio 2012

19 luglio, a venti anni dalla strage di via D'Amelio

Durante le mie vacanze in Sicilia, sono stato in alcuni dei luoghi simbolo della lotta alla mafia.
Sono passati 20 anni da quelle terribili stragi, è importante ricordare per non dimenticare e continuare nella lotta contro la criminalità organizzata.

Via D'Amelio

Via Carini

Albero Falcone, via Notarbartolo

Capaci, Monumento alle vittime della strage

7 commenti:

Sandra M. ha detto...

Chissà quanti decenni ancora prima di sapere TUTTE le verità...

Lorenzo ha detto...

Verità sui vertici del Governo che si accordano con la Mafia?

Ernest ha detto...

ricordiamo e ricerchiamo sempre la verità!

Lorenzo ha detto...

Se la ricordi significa che la conosci, quindi non hai bisogno di ricercarla. Viceversa, se la ricerchi, vuol dire che non la conosci, quindi non puoi ricordarla.

Linea Gotica ha detto...

considerazioni:
ritengo che si debba ricercare, diciamo, la sostanza delle cose, consci che, filosoficamente, la Verità non esiste. Magari accontentiamoci di ricercare la verità (con la "v" minuscola) ma, almeno quella, pretendiamo di conoscerla (e facciamo qualcosa affinché la si conosca).

detto questo, NON sono un complottista e credo che, spesso la soluzione delle cose sia anche la più semplice. Non credo a un mondo governato da grandi complotti; ci saranno stati, certo, ci sono sicuramente molti enigmi, ma penso che siano più l'eccezione che la regola. Non credo che gli americani abbiano un congegno in alaska col quale avrebbero provocato il terremoto in emilia per poterne ottenere vantaggi finanziari, come non credo che dietro a ogni cosa, anche la più banale, possa esserci un complotto.

Purtroppo l'italia vive ancora oggi di una sorta di ideologizzazione totalitaria per cui buona parte degli italiani sono convinti della propria superiorità intellettuale e/o morale e quindi fuggono da qualsiasi tipo di discussione dialettica. Viviamo nel paese del "io ho ragione punto. gli altri sono scemi aripunto". E ciò che è ancor più deprimente, si sposano "eroi" fino a che questi sono allineati alla propria idea ideologizzata, appena deviano dalla strada, divengono farabutti. Questo avviene sia per la destra, per la sinistra che per il centro, uniti, almeno qui, in una trasversale mediocrità.
Un semplice esempio: un Magistrato con la schiena dritta come Caselli (la parola eroe non mi piace, lasciamola al mito antico), passa da "nemico" di una certa sinistra negli anni '70 quando combatte le BR, poi ne diventa il paladino quando a Palermo inquisisce per mafia alcuni politici, diventando così il nemico numero uno di una certa classe politica, infine torna ad essere il nemico di una certa sinistra, poiché indaga in certi ambienti.
il tutto perché Caselli ha fatto e fa, molto bene, il suo lavoro.
Non ci sono grandi complotti e metanarrazioni occulte, più spesso ci sono classi trasversali mediocri che si fronteggiano e dileggiano (in verità dileggiano il buonsenso), in un continuum Milliano per cui la massa della gente, è da sempre sistematicamente pervasa di una certa mediocrità.

Lorenzo ha detto...

Secondo me comunque fa una qualche differenza che l'occupazione alleata dell'Italia venne organizzata dagli Americani usando la Mafia come "quinta colonna". Finita la guerra i mafiosi si trovarono passati da picciotti con la coppola e la doppietta che angariavano i braccianti a soggetto politico dell'Italia repubblicana.

Da li in poi la Mafia è sempre stata un "interlocutore" ed è semplicemente una delle tante informazioni su cui i media mettono un coperchio, per tenere gli Italiani nell'ignoranza ottusa. L'Italia l'hanno fatta i Partigiani, lo sanno tutti.

Non che le informazioni non esistano, semplicemente non se ne parla mai o quasi, mentre l'Italiano viene bombardato di gossip o di "inchieste" come i rimborsi del Trota.

Vedi un po' se sono state pubblicate le intercettazioni di Napolitano.

Lorenzo ha detto...

Ho pubblicato un commento sul mio blog in risposta al tuo, sui tagli. Ci terrei che lo leggessi. Saluti.