mercoledì 26 ottobre 2011

Non tutto è satira.

Credo ci sia una grossa confusione nel Web, su cosa sia satira e cosa no. Qualcuno pensa che sia satira vomitare qualsiasi cosa. Invece non è così. La satira è una forma artistica e come tutte le forme artistiche ha modalità di costruzione ben precise.
Internet, nella sua ampia libertà, ha alcune esternalità negative di non poco conto: chiunque può scrivere qualsiasi cosa, inneggiare al nazismo, alla pedofilia, alla criminalità. Ma nessuno può difendere ciò, dicendo che è satira. Per qualcuno la satira è diventata "vomito tutta la mia repressione e la mia mediocrità e la spaccio come satira". Non funziona, poiché anche J.S.Mill, uno dei massimi teorici della Libertà, parlava di comportamenti antisociali da emarginare. La satira non è mai antisociale.La satira fa riflettere. Luttazzi distingue la satira dallo sfottò, il secondo di stampo tipicamente reazionario. La satira colpisce generalmente il potente, il suo potere. Oppure colpisce i pregiudizi o gli stereotipi (Lippman). Non colpisce mai i poveri indifesi, non umilia gli indifesi, non circuisce mai le vittime, colpisce solo i soprusi. Non può essere satira quella che esalta i nazisti contro Anna Frank. Quella non è satira, è fascismo. Impariamo a distinguere e chiamare le cose con il loro nome.
C'è troppa gente che si sopravvaluta e crede di essere un artista, solo perché ha pubblicato qualche battuta sul Web. Richiamando ancora Mill, ricordo come questo filosofo sosteneva che buona parte del mondo è dominato dalla mediocrità e sono pochi i momenti in cui il livello si innalza. Chi crede di farlo in certi modi, autodefinendosi artista della satira, senza avere spessore artistico, spesso non fa altro che abbassare lo'asticella della mediocrità.
In certi casi sarebbe meglio lasciare la satira a chi la sa fare veramente.

9 commenti:

Anch3Basta ha detto...

Da wikipedia: La satira (dal latino satura lanx, il vassoio riempito di offerte agli dei) è una forma libera e assoluta del teatro, un genere della letteratura e di altre arti caratterizzata dall'attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento


come ti ho risposto anche sul mio blog

la satira è anche critica alla società e quindi anche agli eventi sulla stessa. Nel caso a cui accenni è al più humour nero. In ogni caso l'umorismo non esalta mai qualcuno ma ride di qualcun altro.

Puoi fare humour nero sui campi di concentramento, è un modo per non dimenticare un evento, non un modo per denigrarne le vittime.

Quando dici "Non colpisce mai i poveri indifesi, non umilia gli indifesi..." sei in errore, anche loro fanno parte della società e quindi sono vittime, magari poco appetibili perché si ride della pochezza e delle sventure dei potenti non dei fratelli, ma sempre satira sarebbe.

Credo che la vera differenza tra satira e umorismo sia la capacità di far riflettere, non certo il suo bersaglio.

Linea Gotica ha detto...

una giustificazione piuttosto qualunquista. c'è parecchia differenza tra fare humor nero e fare del fascismo. tu cerchi di buttare tutto nello stesso calderone sperando di giustificare così costrutti linguistici che nulla hanno a che fare con l'arte.

Linea Gotica ha detto...

ridere di qualcuno è dileggio.
Goebbels non faceva ridere.

Anch3Basta ha detto...

permettimi di dissentire nuovamente, per quanto io sia più a sinistra dei sinistri :) non capsico in che modo tu possa ascrivere l'humour al fascismo. Casomai sono gli ex fascisti che solitamente non sanno ridere di se.
E' qualunquista dare a chiunque del fascista :) lo faceva persino mia nonna quando non volevo mangiare i piselli.

Linea Gotica ha detto...

continui a non capire o non volere capire. non ho dato del fascista a qualcuno, ho detto che certi comportamenti, certe battute sono fasciste. Fare una battuta su Anna Frank dicendo "se l'è meritato d'altronde era ebrea" come è successo, non ha nulla a che fare con la satira. E' fascismo allo stato puro. punto.

fcoraz ha detto...

L'etichettare una battuta come umoristica o "fascista" dipende dalle proprie convinzioni individuali e non rispecchia alcun schema aprioristico e/o soggettivo. Esiste un limite individuabile dal buonsenso, ma anche questo margine è valicabile. Non comprendo altrimenti come possa essere lecito ironizzare sulla morte di Gheddafi e non su quella di Simoncelli.

Linea Gotica ha detto...

@fcoraz: non è un limite soggettivo, anche la satira ha delle regole, così come tutta l'arte. Se tutto è arte, allora non ha senso parlare di arte. Se tutto è satira, allora la satira non esiste.
Spiegare cosa sia satira e cosa no è complesso, quando partecipavo alla Palestra di Luttazzi, Daniele spesso mi rispondeva spiegandomi cosa funzionava e cosa no, cosa fosse satira e cosa no.
Dire che tutto è satira per giustificare qualsiasi cosa, è solo squallido qualunquismo.

fcoraz ha detto...

Se l'arte ha delle regole, condividiamo anche http://tinyurl.com/6hmgnud e http://tinyurl.com/5t2fqlt quali sublimi manifestazioni di umano genio: le immagini di cui sopra sono artistiche per chi ama il genere o sublimi puttanate per gli altri.
Per quanto riguarda Luttazzi maestro di satira, ti scriveva suoi pensieri originali o li copiava altro e il gioco stava a scoprire da chi?

Linea Gotica ha detto...

non riesco ad aprire il tuo link.
il problema moderno dell'arte è che passare dall'arte alla cialtroneria è un attimo. ci sono tantissimi cialtroni che si spacciano per artisti. porto l'esempio del campo musicale: un tempo, se non sapevi suonare uno strumento, stavi a casa. oggi, con la tecnologia, ci sono migliaia di persone che si improvvisano musicisti, senza avere alcuna dote.
Nel Rinascimento era impossibile che un cialtrone si improvvisasse pittore, oggi invece è più probabile che succeda.
E' uno degli effetti negativi del progresso.
Vale per tutte le forme artistiche: internet è un grande spazio di libertà, ma ci si trova dentro un innumerevole numero di cialtroni che spacciano le proprie cose per arte. Sta a chi recepisce il messaggio, capire quale sia arte e quale cialtroneria.
E non vorrei passare da cialtrone pure io, nel caso in cui dovessi scambiare la cialtroneria per arte. Per questo sto sempre molto attento a ciò che dico e scrivo e mi cimento solo in campi che conosco bene. Non mi vedrai mai fare commenti o scrivere di fashion, telenovelas, origami o tante altre cose, tutte con una loro dignità artistica.
Credo che ognuno debba occuparsi di campi in cui ha un minimo di competenza. Si eviterebbero molte cialtronerie.