lunedì 27 aprile 2009

Cervia città giardino ancora per quanto?

Ricevo da La Voce Romagnola e pubblico

Di fronte ad una edificazione che negli ultimi anni ha cambiato il volto della cittadina rivierasca servirebbero scelte politiche coraggiose e coerenti

CERVIA – L’edificazione a volte selvaggia che ha in questi ultimi 10 anni colpito la riviera romagnola, ha cambiato radicalmente alcune zone costiere e Cervia purtroppo non è riuscita a sfuggire a questa smania di investimenti del mattone. Il nuovo regolamento edilizio Comunale approvato dal Consiglio in questi giorni sembra però il solito ammasso di belle parole. La maglia nera assegnata l’anno scorso all’amministrazione comunale di Cervia dimostra quanto siano discutibili le politiche in materia edilizia del recentissimo passato che non hanno tutelato, a detta di Legambiente, la più importante zona turistico naturale della costa emiliano romagnola. Nuovi alberghi sono sorti in questi anni e nuove ristrutturazioni hanno, nel nome del rinnovamento e della riqualificazione, aumentato in alcuni casi i volumi di cemento. Lo dimostrano i terrazzi creativi e gli hotel modello “Enterprise” sorti in questi ultimi tempi dalle dimensioni imponenti tanto da superare a volte i pini di decine di metri. Ma ve lo ricordate il “Leopardo”? L’ex albergo che per anni è stato sede distaccata della scuola alberghiera di Cervia-Milano Marittima? Passateci davanti e confrontate (basterà un po’ di sbiadita memoria) la grandezza del vecchio stabile, e quella dell’edificio odierno. Ma non è la stessa amministrazione comunale che in questi giorni ha approvato il nuovo regolamento edilizio che inciderà sulla qualità della costruzioni, che permetterà di controllare, incentivare, vietare delle soluzioni che tecnicamente incidono in modo importante sulla qualità, la sostenibilità e l’estetica dell’intervento edilizio. Ma ci prendete per il culo? L’utilizzo del suolo di Cervia dal 1973 al 2003, fornito dall’Archivio cartografico dell’Emilia Romagna dimostra che l’edificazione è notevolmente aumentata e le dimensioni di molti edifici di oggi sono sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi 5 anni la situazione si è ulteriormente aggravata, Cervia, sta perdendo il suo fascino e quella atmosfera tanto apprezzata da coloro che fuggendo dalle tipiche realtà metropolitane, trovavano il loro eden proprio qui. L’assessore all’edilizia privata Mariano Dellachiesa ci potrebbe chiarire cosa vuol dire agevolare ed incentivare tutte quelle soluzione architettoniche che non incidono sul paesaggio con il recupero e le ristrutturazioni di costruzioni storiche se poi vengono aumentati in tali operazioni i volumi del cemento? Ma prendere in considerazione la coraggiosa decisione di ridurre l’indice di edificabilità nel comune di Cervia affinché la città giardino rimanga tale? Infine aumentare, nel nome della miglior qualità abitativa, le dimensioni dei servizi, dei corridoi, posti auto e degli spazi di manovra non significa più cemento? La qualità abitativa non sarebbe forse quella di abitare attorniati dal verde della pineta? Non dimentichiamoci che ci sono anche le generazioni future che gradirebbero godere della città giardino e non della città degli amministratori delle parole vuote! Il video su youtube dal titolo “Cervia Città Giardino” o http://www.youtube.com/watch?v=Wah9VVD3Ptw
Lavoceromagnola

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