sabato 26 gennaio 2008

L'Italia è un paese "Tripolare". La legge elettorale dovrebbe tenerne conto. La mia proposta.

L'Italia, politicamente parlando, è divisa in tre poli: Centro, Sinistra e Destra. E' un dato di fatto, per questo il sistema bipolare fatica ad ingranare. I tre poli sono costretti ad allearsi tra loro, spaccando generalmente il Centro che va un po' a Destra, un po' a Sinistra. Il sistema partitocratico della Prima Repubblica, che è stato totalmente fallimentare, prevedeva le coalizioni tra i partiti solo dopo le elezioni, favorendo gli inciuci e gli intrighi di palazzo. Così facendo, tra lottizzazioni, spartizioni e tangenti, hanno affossato il paese economicamente e socialmente. Dopo Tangentopoli e con i Referendum maggioritari di Segni, si cercò di cambiare, ma fu la stessa classe politica, proveniente da quella che è comunemente chiamata Prima Repubblica, a non volere cambiare. Il sistema maggioritario infatti, non è praticamente mai entrato a regime. I vari Parlamenti hanno creato numerose leggi elettorali, ognuna delle quali presentava altrettanti numerosi difetti. La partitocrazia italiana è estremamente frammentaria ed eterogenea (soprattutto nel centro sinistra), per questo è difficile mettere in piedi governi duraturi (a parte l'esperienza CdL che per la prima volta in 60 anni di Repubblica, è riuscita a completare la Legislatura). Prima di allora i Governi duravano un anno o poco più, difficile quindi fare una politica seria ed attiva, tenuto conto poi del fatto che i Ministri rispondevano ai loro partiti e non certo agli elettori. Siamo stati governati per tanti anni (troppi) dalle partitocrazie e dalle loro gerontocrazie (dure a morire ancora oggi).

Salto tutta la parti di analisi dei vari sistemi politici, per ragioni di spazio e tempo, arrivando al dunque:
Nella società-politica italiana, per potere governare, si deve scendere a compromessi con il Centro. Così facendo nessuno (Destra, Sinistra e pure Centro), non possono attuare in modo completo le proprie politiche.

Salto anche l'analisi della democraticità dei sistemi politici, giungendo così alla fatidica domanda: quale è il sistema elettorale che permetterebbe la governabilità di questo benedetto paese?
Premessa: governabilità e rappresentabilità spesso sono in contrasto tra loro, soprattutto in un paese come l'Italia che presenta una società molto eterogenea.
L'Italia ha bisogno di essere governata (mi preme sottolineare che NON cito Montezemolo), affinché ciò possa succedere, devono essere presenti alle elezioni schieramenti con progetti comuni, ideali simili, programmi convergenti e che presentino al loro interno sinergie.
Abbiamo 3 poli, fonderli per crearne 2 non è utile al paese, anzi profondamente dannoso, come abbiamo visto. Allora che si candidino 3 poli, ma a questo punto, serve una legge elettorale ad hoc, che certamente avrà caratteristiche di democrazia rappresentativa minori rispetto al sistema proporzionale, ma che permetterebbe al paese di uscire da questa melmosa empasse.

La mia idea, che in pratica poi è già attuata per l'elezione dei Sindaci, è questa:
I 3 poli (sperando non ce ne siano di più), a seguito di elezioni primarie, indicano il loro candidato premier e, con medesimo meccanismo (primarie), si scelgono i candidati da mandare in Parlamento. Fatte così le liste, ogni elettore avrà il diritto di votare il suo candidato Premier e il suo deputato al Parlamento (che spero abbia un ramo solo, con un numero di deputati molto ridotto, ma questa è una storia di cui parleremo in altro articolo). Sbarramento al 35%, cosicché difficilmente potrà succedere che dalle urne non esca una maggioranza certa (lo so, lo pensate anche voi che riuscirebbero a fare 33, 33, e 33...). A questo punto chi otterrà la maggioranza, anche relativa, otterrà un cospicuo premio di maggioranza che gli permetterà di governare per 5 anni, senza rischio di ribaltoni, di tirate di giacca (e di coca...), senza ricatti, senza inciuci.
Questa è la mia proposta di legge elettorale, sulla quale mi piacerebbe discutere con voi lettori.

16 commenti:

nynoblog ha detto...

Condivido totalmente l'analisi, non condivido la soluzione... Eliminare del tutto la rappresentanza, diciamo anche "solo" di un 15-20-25% della popolazione (è come eliminare il PD o Forza Italia, nel caso in cui corressero da soli) mi pare molto poco "democratico"...

Io sarei, appunto come per i sindaci, per il doppio turno: un numero qualsiasi di coalizioni (presumibilmente tre, più eventuali briciole) si presenta al primo turno, stabilendo le proporzioni, quindi al secondo turno ci si gioca la maggioranza assoluta (ad esempio il 55%) tra le due vincitrici, mentre il resto viene suddiviso proporzionalmente tra i perdenti.

E comunque spero che un giorno si arrivi al monocameralismo, forse la vera emergenza è questa...

Nicola Andrucci ha detto...

Vado al pranzo sociale del blog "Il Passatore", risponderò a tutti i commenti questa sera al ritorno.
buona giornata a tutti!
Nicola

Rigitans' ha detto...

la prima repubblica fu quella degli inciuci per piu motivi: per la paura del comunismo(i sovietici che potevano influenzare il pci), l'anticomunismo di craxi e prima dei socialisti dal 56 in poi, il ruolo di egemonia e di etereogeneità della dc. ora non ci sarebbero piu le stesse condizioni, e i partiti si prenderebbero le responsabilità delle scelte e delle alleanze. non esistono solo destra centro e sinistra, la differenziazione è molto piu variegata, e l unico modo per salvare la democrazia in italia è tenerne conto, di questo MULTIPOLARISMO. una legge elettorale di stampo scandinavo, proporzionale con sbarramento al 4% per non finire nell'impasse tedesca permetterebbe di riunire alcune culture politiche, e poi fare i governi, solo che prima annunciano con quali partiti sulla carta vorrebbero allearsi, almeno la gente lo sa, e dopo giudica le scelte.

ahimè è l'unico modo. inoltre vanno reintrodotte le preferenze e eliminata la candidatura multipla in piu circoscrizioni.

Andrew ha detto...

Ciao Nicola
sono d'accordo con la tua proposta, è quello che realmente si dovrebbe fare in parlamento. Solo i tre poli di Centro, Destra e Sinistra, elezioni primarie e scelta del leader. Scelta dei parlamentari a noi elettori. In questo modo si eliminerebbero tutti i partiti e partitini (che sono tanti), ci sarebbe meno confusione e forse (dico forse) si darebbe più credibilità e fiducia alla politica nostrana...

www.diegogarciablog.blogspot.com

Ciao Nicola

Sergio ha detto...

Fare il copia/incolla dell'attuale legge elettorale dei sindaci la vedrei come una soluzione molto buona.

Nicola Andrucci ha detto...

@nynoblog: lo so, infatti ho sottolineato la minore rappresentabilità di questa legge, però credo che sia molto più importante, a questo punto, la governabilità. I sistemi proporzionali offrono maggiore rappresentanza, ma anche ingovernabilità. Allora si devono fare delle scelte nette.

@rigitans: sappiamo che l'Italia è un paese multipolare e che, per assurdo, servirebbero 56 milioni di partiti (come 56 milioni di CT della nazionale), però, ripeto, così si resta un paese ingovernabile che affonda nella sua melma.

@andrew e sergio: sulla legge elettorale, appena tornerà dall'America, chiederò al dottor Valbruzzi, con cui sono amico, di scrivere qualcosa. Lui è uno dei principali esperti di leggi elettorali, ha scritto anche un importante trattato sulle Primarie
("Primarie, partecipazione e leadership").

maurysto ha detto...

La mia, purtoppo, è una voce fuori dal coro.

A me non importa chi mi governa, dal punto di vista dei nomi voglio dire.

Sembra una affermazione assurda ? No.

Io voglio vedere il programma, ascoltare le idee, sentire cosa vuole fare uno schieramento o l'altro, le soluzioni per l'economia, per il mondo del lavoro, per i pensionati, le tasse, la legalità, i giovani, le donne, i bambini, la sicurezza.

Che mi importa chi lo propone questo programma ?

Per assurdo, se a proporre un programma coincidente con le mie aspettative fosse il centro sinistra, bene ! io lo voterei.

Ma che si chiami Berlusconi o Veltroni o Forza Italia o PRC che cambia ?
Le ideologie sono morte, gli uomini politici contano poco se non hanno uno schieramento forte alle spalle e correre dietro le soluzioni alchimistiche è pura follia.

Il sistema nostro non può essere tripolare, Nicola.
La soluzione migliore e collaudata è il centro destra che accomuna forze omogenee ed è veramente rappresentativo della società italiana.

Piergiorgio Massari ha detto...

Quanto dici sui poli è vero, tanto quant'è vero che 2:3 o 3:2 non sono numeri interi.

Riguardo agli sbarramenti, 35% è troppo (così come il 3% sarebbe poco), bisognerebbe trovare un giusto balance. Se è troppo basso (come ad oggi) si favorisce lo spezzettamento, poiché ogni micro-realtà di micro-partiti può facilmente accedere agli scranni del parlamento.

Ma quand'è troppo alta (30% o anche solo 10%, per com'è l'Italia), favorirebbe un conglomerato di micro-partiti in macro-alleanze quel tanto che basta per avere i requisiti formali necessari per accedere in parlamento.

Allo stato delle cose, secondo me, credo che 5% sia il minimo sbarramento indispensabile, il 10% stando larghi è già troppo. Con un 5%-6%-7% si riuscirebbe già ampiamente a ridurre il numero dei 39 partiti che attualmete ci sono in Italia.

Ciò che a mio avviso ci vuole è legare il mandato della persona al programma (che deve essere chiaro in anticipo) del partito per cui si è candidato. Se non sta bene, l'eletto decade, e subentra il successivo con le benedette preferenze che oggi tanto ci mancano.

Altra cosa, che c'entra di striscio in quanto riguarda il concetto di parlamento, sarebbe ora... a 60 anni dalla fondazione della Repubblica, di eliminare gli statuti speciali di regioni e province, che altro non fanno se non modificare pro-loco le leggi che con tanto travaglio vengono promulgate a Roma.

Anonimo ha detto...

Io eliminerei tutti i comunisti.
Secondo me le cose andrebbero molto meglio.

Nicola Andrucci ha detto...

@maurysto: tutti dovremmo guardare ai programmi.

@piergiorgio: il mio sbarramento molto alto ovviamente è una provocazione, per limitare l'iperframmentazione dei partiti.
Per quanto riguarda le regioni a statuto speciale, dopo la riforma al titolo V della Costituzione, avvenuta nel 2001, le competenze delle regioni ordinarie si sono molto avvicinate a quelle speciali, anche se sussistono ancora alcune importanti differenze. Magari ne parleremo più avanti in un altro post.
ciao Nicola

nynoblog ha detto...

Nell'idea che ho descritto mi pare che stiano insieme i concetti di rappresentanza e di governabilità, e ovviamente prevale la seconda (maggioranza assoluta alla coalizione che vince il ballottaggio), ma senza "cancellare" totalmente la voce di chi ha votato formazioni minori (che proprio minori non sono, se totalizzano il 10-15%!).

Sulla questione persone/idee, mi pare un po' troppo lontana dalla realtà... E' vero, se il mondo fosse degli onesti io voterei l'idea migliore. Purtroppo non è così, e allora le due valutazioni non possono essere scisse...

rokko ha detto...

A me importa chi governa!

Io voglio che governi chi dico io, non chi decidono loro con la loro legge elettorale di merda!

I programmi sono inutili: né Berlusconi né Prodi li hanno seguiti. Perciò, io preferisco che mi sia dia una legge elettorale con la quale posso scegliere dei nomi seri.

Nicola Andrucci ha detto...

@ny: l'iperframmentazione partitica è da ridurre poiché ognuno tira acqua al suo mulino e, ancor peggio, si spartiscono poltrone in una logica lottizzatrice.

@rokko: promettere e non mantenere, è una delle caratteristiche peggiori dei nostri politici.

GG ha detto...

Io sono molto d'accordo con te, Nicola. Io questa cosa dei tre poli la penso da molto, ma me la tengo stretta perchè a volte penso sia una grossa e utopica stronzata :D

Voglio dire: chi obbliga i tre poli ad essere tali?. Nessuno. Solo una legge elettorale e una riforma costituzionale potrebbero cambiare le cose. Ma chi deve farle queste due cose? Gli stessi che oggi si frammentano e sono frammentati.

In Italia purtroppo non esiste la cultura del maggioritario, e credo che mai esisterà. Inoltre - personalmente - un doppio turno francese ad esempio mi eliminerebbe quasi totalmente i partiti che voglio io (a sinistra). D'altra parte io spero in una spinta maggioritaria proprio perchè, in virtù di essa, ci potrebbero essere episodi di deframmentazione e unione in quel panorama grottesco che è la nostra sinistra.

p.s. hai un blog interessante, lo seguirò di più.. :) mi ti feedo, semmai per uno scmabio link fammi sapere!

Nicola Andrucci ha detto...

@GG: ho cercato di dare una soluzione al "dilemma", con la mia proposta di legge elettorale, che trovi qui sul blog.

ps. ho visto che hai vari siti, quale preferisci che io ti linki?
ciao Nicola

GG ha detto...

Guarderò la tua proposta ;)

p.s.

quello che uso è http://anggeldust.blogspot.com

Il resto sono prove! :D