sabato 26 gennaio 2008

Doping nell'atletica: Marion Jones sarà solo il "capro espiatorio" o si vuole fare una lotta seria?

Sono un amante dell'atletica, ho cominciato a seguirla da piccolo e già alle Olimpiadi di Seoul non mi persi una sola competizione. All'epoca ero un tifoso di Ben Johnson, che vinse i 100 metri distruggendo il suo precedente record del mondo, stabilito ai mondiali di Roma, portandolo a 9,79 secondi. La delusione fu immensa quando Johnson l'indomani, fu squalificato per doping.
Il doping nell'atletica l'ha fatta spesso da padrone e ha rovinato questo bellissimo sport. I casi di doping sono stati numerosissimi, e molto di più i sospetti su certi atleti: quelli della Ex-Germania Est, della Cina, e anche degli USA.
Il grande Carl Lewis ha ammesso di essersi dopato e che a suoi tempi tale pratica era molto comune negli Stati Uniti. Insomma, non c'erano solo gli atleti della Germania Est a frodare, ma molti altri. Al giorno d'oggi resistono record molto sospetti:
-quello della Griffith-Joyner alle olimpiadi di Seoul 10.49 (ottenuto ai trials americani) nei 100 metri e 21.34 nei 200. La Griffith si ritirò subito dopo la competizione.
- quello della tedesca Koch nei 400 metri, del 1985 e ancor oggi inavvicinabile per le odierne atlete;
- quello della Reinsch nel lancio del disco, un 76,60 metri ottenuto nel 1988, che è 10 metri sopra le prestazioni odierne;
Molti altri sono i record dubbi.
Marion Jones ha fatto mea culpa, ha restituito le sue medaglie e pagato pesantemente la sua frode (condannata a sei mesi di prigione, negli USA la Giustizia non scherza). Ma la Jones è solo una, tutti gli altri atleti che hanno frodato la passeranno liscia? Marion ha avuto il coraggio di auto-denunciarsi e pagherà tutte le sue colpe, gli altri invece?
Troppa omertà nel mondo dello sport, ho paura che non se ne verrà mai a capo.
Io sono uno di quelli che sogna ancora lo sport pulito. Spero non resti solo un sogno.

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