lunedì 31 dicembre 2007

I PuntidiDini.


Sembra il titolo di un cinepanettone di Natale, invece è il diktat di Dini il quale ha dichiarato: "questi sono i PuntidiDini, prendere o lasciare".
Vediamo allora quali siano questi punti:
1) uscita di almeno il 5% dei lavoratori pubblici;
2) abolizione province;
3) riduzione carico fiscale;
4) infrastrutturizzazione del sud;
5) sistema unico valutazione risultati scolastici;
6) riduzione sospensione feriale dei termini processuali;
7) ridimensionamento della politica nella Sanità.

I punti potrebbero anche essere condivisibili (dipende soprattutto dalle modalità con le quali si vogliono conseguire), ma il modo in cui un partito che "conta" non si sa bene quanti elettori (ma certamente pochi), non è certo dei più democratici.
Dini dovrebbe imparare che nella democrazia partecipativa ed elettiva, governa chi ottiene più voti. Invece lui è rimasto alla Prima Repubblica, alla politica dei ricatti. Fa quello che più volte in passato ha fatto la Lega nel Centro Destra: la politica del ricatto.
Guardiamo i punti: per quanto riguarda l'uscita del 5% dei Lavoratori Pubblici può anche essere auspicabile per risanare i conti dello Stato, ma difficilmente fattibile, insomma, non basta sparare la proposta, ma dire come la si vuole attuare. Quel 5% di esubero Dini lo vuole eliminare fisicamente? Oppure lo utilizzerà come consulente finanziario per la moglie, che dopo la Bancarotta Fraudolenta, ne avrebbe certamente bisogno...
Abolizione Province, se ne parla dagli anni '70, ovvero da quando furono introdotte le Regioni e le Province di conseguenza sarebbero dovute sparire. Sono passati 30 anni e nessuno ha fatto nulla, ora tutto d'un tratto diventa un punto imprescindibile del programma (ma c'era poi nel programma?).
Riduzione carico fiscale, credo sia un punto di programma di ogni governo: riduzione del carico fiscale, taglio della spesa pubblica ma medesimo se non migliore livello di standard nei servizi pubblici.
Infrastrutturizzazione del sud: basta che il denaro pubblico non vada in mano alla mafia o miseramente sprecato, come troppe volte è successo.
I punti 5 e 6 non mi sembrano così vitali, insomma, ci sono ben altri problemi in Italia.
Il punto 7 sembra molto lasciato a se stesso, cosa significa? Dicci qualcosa di più, fai proposte!
Insomma, Dini pone 7 punti, ma non dice assolutamente come vorrebbe realizzarli. Questa non è politica, ma presa in giro. Agli obiettivi devono essere associati proposte e strategie per raggiungerli. Non si può lanciare la sparata, altrimenti si finirà per dire che Hitler creò 6 milioni di posti di lavoro: nei campi di concentramento.
Nella politica spesso gli obiettivi sono i medesimi, è il modo di raggiungerli che si diversifica tra i vari movimenti politici. Generalmente tutti i governi vorrebbero: ridurre la pressione fiscale, tagliare sprechi pubblici, migliorare l'efficienza dello Stato, incrementare il benessere economico dei cittadini. Cambiano i modi per raggiungere questi obiettivi.
Uno dei grossi problemi che ha l'Italia è la mancanza di cooperazione tra le forze politiche. Se un provvedimento è giusto, tutti dovrebbero votarlo, se è sbagliato, tutti dovrebbero bocciarlo. Invece da noi succede che l'unico provvedimento vomitevole da respingere, è stato votato dalla stragrande maggioranza dei Parlamentari: l'Indulto.
Un giorno che vedremo i parlamentari italiani votare tutti assieme e d'accodo un provvedimento giusto, sarà la svolta per questo paese.

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7 commenti:

Romu ha detto...

ciao tanti auguri per un 2008 sereno e ricco di novità positive.
Auguri a te e a chi ti sta vicino.

romu
archedilizia.blogspot.com
risatissime.blogspot.com
giochissimi.blogspot.com

Cris ha detto...

ciao.buon 2008!!!interessante il tuo blog.propongo uno scambio link.il mio blog è http://wwwblogdicristian.blogspot.com/ .ciao.fammi sapere.

Nicola Andrucci ha detto...

auguri a tutti. Mi sono svegliato da poco...

maurysto ha detto...

Il concetto sostanziale della teoria di Dini credo sia molto meno.....programmatica e molto più politica.....alla fine.

In effetti dietro la sua teoria io ci vedo un solo fine : far cadere Prodi per avere un ruolo di rilievo nel costituendo successivo governo Berlusconi.

In effetti il discorso democrazia del voto e peso degli elettori credo che nel caso di questo governo poco conti.
Infatti il governo attuale è retto non da una coesione politica programmatica volta al raggiungimento di obiettivi comuni a forze politiche disomogenee, ma è retto dal solo scopo di rimanere, tutti, al loro posto di potere.

Un inutile attaccamento registrato e reiterato in danno dei cittadini.
Le regole democratiche, credo e ne sono convinto, sono altre e nessuno, nessuno, le rispetta da anni e anni.

Ma io non posso che plaudere agli, sebbene loschi, "scopididini".
Almeno serviranno a levarci dai piedi Prodi e la sua brodaglia di carne infetta.

L'Italia ha bisogno di sviluppo non di tasse o di proclami ...."sproclamati" il giorno dopo...

Io spero in un 2008 senza Prodi.

Ed alla fine tornerà utile a tutti lo sviluppo, non solo al popolo di centro destra.

Nicola Andrucci ha detto...

La volontà di Dini è quella di diventare Presidente del Consiglio, di un Governo Istituzionale. Credo proprio che non ne abbia alcuna possibilità.

rokko ha detto...

I punti di Dini sono condivisibili, il problema è che lui è DENTRO QUESTO GOVERNO così come è stato dentro INNUMEREVOLI GOVERNI PRECEDENTI, senza mai riuscire a realizzare nemmeno in parte uno solo dei sette punti.

Se invece di fare proclami si mettesse a lavorare (visto che è nella maggioranza) per realizzare in parte almeno uno dei punti che ha enunciato, sarebbe da encomiare.

Nicola Andrucci ha detto...

@Rokko: ho come l'impressione che Dini sia uno dei tanti "attaccati al potere e alla poltrona". A lui non interessa realizzare, ma stare...